SMETTERE DI ALLATTARE

Dedichiamo tanto tempo all’inizio di questa esperienza ma spesso non alla sua fine: come ogni viaggio, ogni percorso, anche l’allattamento al seno arriva alla sua conclusione. Arriverà il momento per il vostro bimbo di non avere più bisogno del seno, ecco che semplicemente non lo chiederà più o con molta naturalezza lo rifiuterà se gli verrà offerto: molti bambini lasciano il seno spontaneamente entro i primi 18 mesi. Ma può succedere che l’esigenza di concludere l’allattamento al seno arrivi prima per la mamma che per il bambino, ed ecco che arrivano tante paure, dubbi e domande.

QUANTO DEVE DURARE L’ALLATTAMENTO AL SENO?

OMS e UNICEF raccomandano l’allattamento esclusivo al seno per i primi 6 mesi di vita, seguito da un’alimentazione complementare adeguata e la continuazione dell’allattamento fino ai 2 anni o oltre, finché mamma e bambino lo desiderano.

La letteratura conferma che molte mamme interrompono l’allattamento prima rispetto a quando avrebbero desiderato e/o programmato e questo è talvolta motivo di rabbia o senso di colpa anche a distanza di tempo.

L’allattamento prolungato o di lunga durata, inteso come allattamento oltre l’anno di vita del bambino, è un aspetto della maternità non comune né facilmente accettato nella nostra società: ogni cultura ha le sue regole e una durata media dell’allattamento che, su una statistica basata su oltre sessanta diversi paesi si aggira intorno ai 36 mesi circa. In Italia, questi numeri sono più bassi: esistono ancora tanti pregiudizi, disinformazione e condizionamenti sociali, che generano nelle mamme dubbi e paure che continuare ad allattare dopo il primo anno di vita del bambino possa essere strano, malsano e inutile, perché “il latte diventa acqua”: NIENTE DI TUTTO QUESTO!

FALSI MITI

  • Il latte diventa acqua: il latte materno durante il periodo dell’allattamento subisce solo lievi variazioni nella sua composizione ma non c’è alcun fondamento scientifico che diventi acqua! Il latte rimane l’alimento più importante per tutto il primo anno di vita del bambino e i suoi benefici non vengono meno negli anni successivi: anche dopo i 12-36 mesi il latte materno ha ancora un significativo contenuto di grassi, proteine, micronutrienti ed energia necessari e adeguati alla crescita del bambino. Addirittura alcuni studi hanno dimostrato che dopo il 6° mese aumenta il quantitativo di immunoglobuline, gli anticorpi necessari a proteggere il bambino dalle infezioni! 450 ml di latte materno, in un lattante tra i 12 mesi e i 23 mesi, sono sufficienti per coprire ancora quasi il 30% del suo fabbisogno energetico, quasi il 45% della sua quota proteica, il 60% della sua quota di ferro e quasi il 95% del suo fabbisogno di vitamina B12;

  • Un allattamento prolungato comporta un attaccamento malsano per mamma e bambino: l’allattamento al seno non è solo nutrimento, è coccola, relazione, calore, regolazione emotiva! Continuare l’allattamento al seno dopo l’anno non comporta nessun vizio per il bambino, anzi numerosi studi hanno dimostrato che bambini allattati al seno a lungo sono adulti con un attaccamento sicuro, indipendenti e intelligenti emotivamente;

  • Togli il seno così non si sveglia più la notte: togliere il seno NON eliminerà i risvegli notturni! I piccolini non si svegliano a causa del seno ma utilizzano il seno come associazione per riaddormentarsi: i risvegli notturni continueranno esattamente come quando il bambino prendeva il seno, ma verranno gestiti diversamente, con coccole, contatto e altre associazioni del sonno che saranno diverse in base all’età del bambino;

  • Allattare oltre l’anno è inutile sia per la mamma sia per il bambino: ogni anno di allattamento al seno comporta per la mamma una riduzione del 7% del rischio di sviluppare tumore al seno e all’ovaio, minore incidenza di malattie cardiovascolari ed osteoporosi. Allo stesso modo, i bimbi allattati per almeno 16 mesi e fino a 30 mesi e oltre, tendono ad ammalarsi meno e guariscono con più rapidità rispetto ai bambini con allattamento breve (minore incidenza di otiti, infezioni respiratorie e gastrointestinali) ed è stata dimostrata una significativa riduzione del rischio di obesità infantile, asma, diabete, ipercolesterolemia e ipertensione nell’età adulta.

La decisione di smettere di allattare può essere presa in momenti diversi e per varie ragioni: esigenze familiari e lavorative, stanchezza, scelte personali, necessità di salute, o semplicemente la consapevolezza che è arrivato il momento della VOSTRA ultima poppata. Qualunque sia la vostra scelta, informatevi e fatelo in modo consapevole, senza sentirvi giudicate o in colpa, al di là di tutti i falsi miti e commenti non richiesti.


MOTIVAZIONE COME PUNTO DI PARTENZA:  SEI SICURA DI VOLER SMETTERE DI ALLATTARE?

Può succedere che l’esigenza di concludere l’allattamento al seno arrivi prima per la mamma che per il bambino. Quando mi contattate per smettere di allattare la prima cosa che vi chiedo è: sei sicura di voler smettere?

Ecco che arrivano tante motivazioni:

“Sono stanca, ho bisogno di dormire la notte”;

“Devo tornare al lavoro”;

“Voglio riappropriarmi del mio corpo in cui non mi sento più”;

“Mi sento giudicata quando usciamo”;

“Sono rimasta incinta e non voglio allattamento in tandem”.

Al di là di tutte le motivazioni ed esigenze personali più o meno condizionate dai falsi miti che abbiamo visto prima è frequente un dualismo in cui da un lato alla mamma dispiace concludere un percorso bello e dall’altro c’è tanta stanchezza: per questo è importante prendersi del tempo per riflettere sui BISOGNI fisici, emotivi e sociali, alla base di questa decisione.

Non esiste un’età per smettere di allattare che va bene per tutti i bimbi o un momento giusto per tutte le mamme: esiste il momento che sarà giusto per VOI.

COME SMETTERE?

Ahimé non esiste una ricetta segreta! Non c’è un unico modo “giusto” e infallibile per smettere di allattare che va bene per tutti: c’è il modo che funzionerà per te e il tuo bimbo, dove i tempi dipenderanno dai bisogni e dai desideri della mamma e da quanto il bambino sta ancora poppando e quanto è pronto per lasciare il seno.

  • Laddove possibile, l’interruzione dell’allattamento dovrebbe essere GRADUALE sia per la mamma sia per il bambino: andrebbero evitati tutti i metodi drastici e improvvisi (i famosi metodi delle nonne come cospargere i capezzoli col peperoncino o altre sostanze amare, mettere cerotti sul capezzolo, mandare il bambino dai nonni o sparire di casa per giorni!), in modo da abituare il bambino a nuove abitudini e routine che non prevedano più il seno e diminuire il rischio di ingorghi o dotti ostruiti per la mamma. Terminare l’allattamento è un vero e proprio distacco, per questo è importante rispettare i tempi, le necessità e la sensibilità del bambino ma anche prendersi cura del seno!

  • Con aspettative realistiche, potrebbero volerci da alcune settimane ad alcuni mesi: scegliete il momento migliore per dedicarvi alla fine di questo percorso, evitando se possibile momenti come traslochi, ingresso al nido o arrivo di un fratellino. Se la frequenza delle poppate è alta non è pensabile toglierle tutte insieme!

  • Cominciate col non offrire il seno quando non è il bimbo a chiederlo espressamente: può essere utile ridurre il numero delle poppate, eliminando prima quelle meno importanti per il bambino (solitamente le poppate diurne in cui il bambino è coinvolto in altre attività), o ridurne la durata. In caso di associazione seno-nanna, cominciate a creare una routine di coccole e per dissociare il seno dall’addormentamento alternativa che vi permetta poi piano piano di eliminare le poppate legate ai pisolini diurni, la poppata serale e infine le poppate notturne;

  • Se l’interruzione dell’allattamento deve essere rapida da un giorno all’altro per motivi di salute o esigenze particolari, è importante considerare che il seno non ha avuto il tempo di ridurre la sua produzione gradualmente e, soprattutto se il bimbo poppava molto, ha bisogno di adattarsi alla mancata suzione. Per evitare ingorghi, dotti ostruiti e mastiti è importante in questo caso spremere o tirare piccole quantità di latte quanto basta per alleviare la sensazione di fastidio e tensione, monitorando eventuali segni di infiammazione come dolore, arrossamento o febbre: vedi qui come riconoscere e gestire un ingorgo mammario Leggi L’articolo Qui!

QUAL È L’ETÀ DEL BAMBINO?

La fine di un allattamento al seno è un percorso che riguarda non solo la mamma ma anche il bambino!

  • Se l’allattamento si conclude prima dell’anno di vita del bambino, sarà necessario sostituire il latte materno con latte in formula, nelle quantità e modalità adeguate, con un biberon oppure una tazza/bicchiere in base all’età del bambino e se è già iniziata l’alimentazione complementare;

  • Se la fine dell’allattamento avviene dopo l’anno di vita del bambino sarà necessario introdurre nuove abitudini, routine e modalità di relazione col vostro bimbo: è normale e sano che all’inizio possa esprimere il suo disaccordo e la sua frustrazione col pianto!

Importante sarà riconoscere i bisogni e le emozioni del bambino in ogni fase di cambiamento, soprattutto se è presente un’associazione seno-nanna: in questo caso sarà di aiuto coinvolgere il papà nell’addormentamento e inserire letture che possono aiutare sia per la nanna sia per accompagnare il bambino verso la conclusione dell’allattamento.

A volte può essere necessario fare un passo indietro o rivedere tempi e modi, se vedete che il bimbo è in difficoltà, ancora non è pronto, sta vivendo un momento di grandi cambiamenti, sta facendo nuove tappe motorie: in questi casi può esserci bisogno di maggiore rassicurazione, regolazione emotiva, e il seno è stato fino a quel momento il suo porto sicuro. Non significa rinunciare a concludere l’allattamento ma solo procedere più gradualmente.

QUANDO VA VIA IL LATTE?

Devo fasciare il seno o prendere le pasticche? Niente di tutto questo!

Il farmaco (cabergolina) che viene utilizzato per bloccare l’arrivo della montata lattea entro le prime 24-48 ore dal parto, nelle settimane e nei mesi successivi ad allattamento avviato non ha effetto immediato per bloccare la produzione di latte: è NORMALE continuare a vedere latte per giorni o addirittura settimane e importante sarà evitare ingorghi o dotti ostruiti.

Drena il seno con spremitura manuale o tiralatte ogni volta che il seno è dolente e appare teso, QUEL TANTO CHE BASTA per alleviare la sensazione di fastidio e tensione: non svuotarlo completamente per evitare di stimolare nuovamente la produzione di latte! Col passare dei giorni diminuirà la sensazione di tensione e pesantezza e ci sarà piano piano meno bisogno di drenare il seno fino a che la produzione di latte finirà.

REMINDER

La cosa più importante è che ogni mamma possa proseguire l’allattamento al seno per il tutto il tempo che lei e il suo bimbo desiderano, così come interromperlo quando desidera senza sentirsi in colpa, criticata o giudicata: qualunque sia la tua motivazione, che tu scelga di concludere l’allattamento a 3 mesi, 1 anno o 3 anni, è importante sapere che è un processo che richiede pazienza e tempo, sia per te sia per il tuo bimbo.  Per tanti mesi l’allattamento è stata la risposta a quasi tutti i bisogni del bambino: ci saranno nuove modalità di nutrimento, di accompagnamento al sonno, di risposta ai bisogni, di conforto nelle tempeste emotive.

E, alla fine di tutto, nonostante tanta stanchezza, sarà normale tanta nostalgia.

Bibliografia

Grueger B; Canadian Paediatric Society, Community Paediatrics Committee. Weaning from the breast. Paediatr Child Health. 2013 Apr;18(4):210-1. 

WParsons LJ. Weaning from the breast for a happy ending to a satisfying experience. JOGN Nurs. 1978 May-Jun;7(3):12-5.

Weaning your child from breastfeeding. Paediatr Child Health. 2004 Apr;9(4):254-65.

Li R, Fein SB, Chen J, Grummer-Strawn LM. Why mothers stop breastfeeding: mothers’ self-reported reasons for stopping during the first year. Pediatrics. 2008 Oct;122 Suppl 2:S69-76. 

Huggins K., Ziedrich L., The Nursing Mother’s Guide to Weaning – Revised: How to Bring Breastfeeding to a Gentle Close, and How to Decide When the Time Is Right, The Harvard Common Press, 2010Bortolotti A., E se poi prende il vizio?, Il leone verde, 2010.

Bumgarner N. J., Allatti ancora?, La Leche League International, 2007.

Padrò A., Lactancia y trabajo, Grijalbo, 2024

Baratto M.C., Smettere di allattare? Come, quando e perché, Il leone verde, 2022

Cozza G., L’ultima poppata. Quando finisce l’allattamento: informazioni e suggerimenti pratici, Ouverture Edizioni, 2022.

Mohrbacher N., Stock J., Allattamento al seno, il libro delle risposte, volumi 1 e 2, La Leche League International, 2004.